30.10.2016 all’ombra della Torre

Obiettivo counseling
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Empatia inversa.
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di Marco Trantino

Non si poteva chiedere di più alla giornata che ci ha portati sotto la Torre, a godere di scenari mozzafiato (stranamente sconosciuti anche a molti residenti) e a interagire con gli strani e inaspettati abitanti di Monte d’Oro; allo stesso tempo, ai “piedi” del Monte, all’imbocco di via del Porto Scauritano, le attiviste e gli attivisti di Iter hanno colorato con i loro palloncini la già colorata e soleggiata domenica autunnale (ma sembrava primavera!), coinvolgendo i passanti e illustrando le attività dell’Associazione, che culmina ogni anno con l’organizzazione del “Premio Psyche – I know my way”.

Infatti, dopo la breve presentazione di Iter e dei suoi progetti da parte della nostra vulcanica ed efficiente presidente, siamo partiti tutti insieme alla volta della Torre di Monte d’Oro, con un folto gruppo di famiglie al completo e alcuni ragazzi della Comunità Maricae. L’escursione, alla cui realizzazione ha dato una mano l’Associazione Atargatis, si è svolta in allegria e spensieratezza. Si è detto brevemente dell’importanza di questo piccolo, grande Parco costiero tra Minturno e Formia; si è accennato ai suoi animali e alla sua vegetazione; si è parlato di come si sono formate, milioni di anni fa, le pietre che ne costituiscono l’ossatura, finché, all’improvviso…

Il primo, inaspettato abitante di Monte d’Oro, del tutto imprevisto a queste latitudini: un orrendo, brutto Troll, che ha ricordato dei suoi simili sorpresi dal sole e trasformati in rocce (forse le stesse su cui si cammina per giungere alla Torre)… e poi, poco più in là, neanche aveva finito di nominare uno dei suoi amici di queste zone, che compare, saltellando e poetando, un Monaciello (o Mazzapaoleglio) di nero vestito: dispettoso, certo, ma innocuo, simpatico e burlone.

Finché, all’ombra della Torre, la signora di questi luoghi: la Janara, la Strega, tanto vituperata e temuta, quanto in realtà misteriosa e amica della natura (e, di conseguenza, di tutti coloro che la natura rispettano). Ci ha parlato di pozioni, dei ritmi delle stagioni, del sole e della luna, di bacche e medicamenti.

Lo scenario era davvero meraviglioso: lo sguardo spaziava a 360° dal Faito a Ponza, dagli Aurunci al Matese e a tutto l’entroterra, con un mare incantevole. Una bella mattinata trascorsa in allegria e spensieratezza, tutti insieme, in attesa di altre attività e della realizzazione di altri progetti, piccoli e grandi.

 

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